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"Una scelta che rifaremmo"

Pubblicata il: 23 novembre 2011

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Sono stati tra i primi a scegliere il Segrate Village. E non se ne sono pentiti. Elena e Riccardo sono venuti per la prima volta a informarsi presso il Concept box nel 2008, decidendo poco dopo di acquistare il quadrilocale al quinto piano nella palazzina A. Nel settembre 2010 sono entrati nella loro nuova casa. La casa della vita. Un mondo nuovo, che stanno ancora scoprendo, giorno dopo giorno, assieme alle loro due bambine di 2 e 4 anni.

Cari Elena e Riccardo, perché avete scelto il Village?
R. «Prima di venire qui abitavamo a Milano 2, in un bilocale. A un certo punto, visto che la famiglia si stava allargando, abbiamo iniziato a guardarci intorno. Il progetto ci è piaciuto, il prezzo al metro quadro era conveniente ed... eccoci qui.

Che cosa vi ha colpito del progetto?
R. «A me hanno intrigato da subito la classe A, l’ecosostenibilità e il basso consumo energetico. Poi il fatto che ci sarebbe stata attenzione alla sicurezza. E poi il verde: oltre a quello interno ce ne sarà anche all’esterno, qui intorno è pieno di parchi».
E. «Per me invece è stata fondamentale la vicinanza alla stazione. Abbiamo amici a Milano, un domani le bambine potrebbero andare a scuola a Milano e quindi ho prestato molta attenzione a questo. Anche perché ho sempre vissuto tra Segrate e Milano 2 e ho sempre “sofferto” dal punto di vista dei trasporti».

C’è stata una “scintilla” che vi ha fatto decidere di acquistare casa qui?
R. «Personalmente, di solito tendo a ponderare molto le scelte. Infatti prima di venire qui abbiamo visto altri posti, come è normale. Più che di “scintilla” parlerei di fattori chiave come il verde e l’efficienza energetica e, per quanto mi riguarda, visto che sono un appassionato di elettronica, la domotica».
E. «Io mi sono convinta già al primo sopralluogo. All’inizio ero piena di paure ma poi, una volta entrata nell’appartamento, l’ho trovato come me l’ero immaginato".                                                                             

L’acquisto di una casa non è una scelta facile, sono tanti i fattori da tenere in considerazione...
R. «Sicuramente la fideiussione bancaria a garanzia del progetto ci ha tranquillizzato, così come il fondo di investimento a capo di questa iniziativa. All’inizio anche la stessa Pivato ci sembrava un’ottima scelta: era un’impresa con valide credenziali, anche se poi è successo quello che è successo. Eppure, nonostante questo, il progetto Village è andato avanti, mentre alcune iniziative analoghe si sono fermate».
E. «È stato molto bravo il venditore, Davide. Prima di acquistare, lo abbiamo “interrogato” per 3 o 4 ore: ha risposto a tutto ed è stato molto paziente. E ci è piaciuta l’idea dell’appartamento campione: ci ha dato la possibilità di immaginarci concretamente quello che avremmo acquistato. Una volta entrati in possesso delle planimetrie dell’appartamento, le abbiamo fatte vedere ad alcuni architetti, i quali hanno “sentenziato” che lo spazio era ben sfruttato».

Arriviamo allora al giorno in cui avete fatto il vostro ingresso nella nuova casa...
E. «Era il settembre del 2010. Appena entrati siamo rimasti molto colpiti, direi soddisfatti. Certo, c’era qualche piccola imperfezione che però è stata prontamente risolta. Se prendiamo in considerazione l’intero palazzo, invece, possiamo dire di aver avuto qualche inconveniente in più: in casa infatti stiamo benissimo, mentre quando andiamo sul balcone abbiamo la sensazione di essere ancora in mezzo a un cantiere, anche se sappiamo che il disagio è indipendente da chi sta seguendo il progetto». R. «Eravamo pronti ai classici piccoli errori di progetto. È normale: siamo stati tra i primi a entrare e abbiamo dovuto fare un po’ da cavie. In fondo ci sta, visto che alcune scelte adottate nella palazzina B sono state realizzate grazie anche ai nostri commenti».

E come vi trovate al Village?
R. «Siamo più o meno tutti coetanei, tra i 30 e i 40 anni, giovani coppie e single. Si è creata una bella comunità. Un paio di anni fa ho partecipato insieme ad altri 10 o 15 futuri inquilini del Village a un’iniziativa di Continental Real Estate, una sorta di intervista di gruppo nel corso della quale ci siamo scambiati impressioni e opinioni. Già in quel momento è nato un gruppo, ci siamo conosciuti ancora prima di entrare in casa. Poi c’è stato il forum su internet, che ci ha aiutato a seguire da vicino tutte le fasi di realizzazione, e le webcam puntate sul cantiere che hanno contribuito a coinvolgerci ancora di più. Inoltre, per tenerci informati sugli sviluppi del cantiere abbiamo creato la mailing list del palazzo A, da cui sono partiti circa 1.500 messaggi. Adesso pensiamo di allargarla anche alla palazzina B, con i cui proprietari stiamo entrando in contatto: alcuni di loro passano di qui per vedere come sarà la loro casa. Altra particolarità: spesso la sera ci si incontra nei box e ci si ferma a chiacchierare una mezzoretta con i vicini; un momento di pace e relax prima di entrare in casa...».

Insomma, sembrate soddisfatti.
R. «Quello del Village è un contesto di qualità: il ricco capitolato, la domotica e l’isolamento acustico sono solo alcune delle peculiarità. Faccio un esempio: una volta c’erano degli operai che lavoravano con il martello pneumatico; con la porta aperta sembrava di avere il martello a un metro, con la porta chiusa non si sentiva nulla».
E. «È vero, siamo contenti perché la qualità c’è. Ad esempio, il fatto che il palazzo sia cablato non era scontato e tra l’altro è uno degli elementi che ci permette di stare in contatto con le altre famiglie».

Rifareste questa scelta, quindi? E che cosa vi aspettate dal futuro?
R. «Sì, la rifaremmo, siamo ancora innamorati del progetto. Siamo convinti che questa zona sarà al centro di un progetto di sviluppo armonico e non selvaggio, in sintonia con quanto è stato fatto al Village».
E. «Per ora qui c’è ancora poco, mancano i punti di ritrovo, la gente passa e se ne va. Appena sarà pronto, il parco esterno potrebbe diventare il fulcro di questo quartiere. Ci aspettiamo un’accelerazione nei prossimi mesi: dopo gli inconvenienti dello scorso anno, ora la strada intrapresa sembra quella giusta».

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