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Una città che fa scuola

Pubblicata il: 23 novembre 2011

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La vicinanza alle scuole è uno dei criteri basilari che indirizzano la scelta della nuova abitazione. Lo rivela la ricerca Housing Evolution pubblicata da Makno, società che si occupa di indagini di mercato. La sicurezza, la vicinanza ai trasporti, al verde e al lavoro sono gli altri parametri influenti. Lo spunto è interessante soprattutto per una realtà dell’hinterland milanese in rapida espansione quale è Segrate, come si può dedurre dalle parole di Guido Pedroni, assessore a Cultura, Scuola, Qualità, Innovazione, Sport, Tempo Libero. Assessore Pedroni, che cosa offre Segrate dal punto di vista scolastico? «Va premesso che Segrate è un agglomerato di più quartieri a cui si aggiungeranno altre nuove aree in fase di crescita. Per coprire una realtà così complessa a livello urbanistico ci sono ben quattro istituti scolastici comprensivi che accolgono 3.643 iscritti suddivisi in scuola dell’infanzia con 912 bambini, primaria con 1.614 e secondaria con 1.117, per un totale di 20 plessi e 166 classi. Abbiamo l’istituto Schweitzer, in centro, che nel 2008 accolse il primo giorno di scuola il ministro Gelmini, l’istituto Rosanna Galbusera che copre San Felice e Novegro, il Sabin che gestisce Redecesio e il Rodari di Milano 2 con Rovagnasco. Una realtà complessa in grado di offrire molto».

Che cosa fa l’Amministrazione per gestire il sistema scolastico?
«Almeno una volta al mese incontro le direttrici degli istituti, per affrontare le emergenze e per programmare il futuro. È una gestione impegnativa che produce frutti. Due esempi: la maggioranza dei ragazzi che escono dalle nostre secondarie ha un brillante percorso scolastico e, inoltre, sono in crescita le richieste provenienti da famiglie dei comuni limitrofi per iscrivere i propri figli ai nostri istituti. Questo ci crea qualche problemino, anche a livello di traffico, ma è un chiaro indicatore di qualità dell’offerta educativa segratese».

Un’offerta educativa che trova spazio nel Piano al diritto allo studio.
«Sì, è uno strumento che mi sta particolarmente a cuore, approvato in Consiglio a luglio ma su cui abbiamo cominciato a lavorare da gennaio. Quest’anno lo abbiamo tradotto nella pubblicazione Studiare a Segrate: un diritto, un piacere, distribuita a tutte le famiglie degli studenti. Un modo agile e moderno di comunicare ad un ampio target di cittadini».

Capitolo trasporti: lo scuolabus. Un argomento molto sentito tra i genitori. A Segrate come siamo messi?
«Direi molto bene. Ne usufruiscono gli alunni delle primarie e secondarie ed è articolato in 11 linee che coprono tutti i possibili percorsi quartiere-scuola. Ogni anno effettuiamo modifiche in base alle adesioni a un istituto piuttosto che a un altro o al sorgere di nuove realtà abitative. Non dimentichiamo poi il servizio mensa a cui si rivolgono oltre 3mila alunni; gli indici di gradimento sono altissimi».

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